Canìs


Canìs, cantautore di Belcreda, piccola frazione lomellina, come tutti ha ricevuto il cognome e il soprannome dal padre che a sua volta lo ricevette dal nonno. Il primo disco di Canìs è una sorta di calendario umorale in cui il susseguirsi delle stagioni e i cambiamenti di luce sono la scintilla per divagazioni e dilatazioni dei più svariati tipi. I giorni brevi di gennaio e la malinconia introspettiva di febbraio si sfogano nella luminosità del cielo di marzo, nel desiderio, nella primavera. I pollini schiacciati a terra dalle incessanti piogge d’aprile sono la premessa per i fiori bianchi dell’ acacia e del biancospino in maggio. Il rosso delle ciliegie di giugno fa pensare all’amore così che in Luglio l’arrivo della canicola, del piccolo cane Sirio, illumina un mondo straripante di entusiasmi. Agosto invade ogni spazio coi suoi silenzi inoperosi e carica la molla a un infingardo settembre fatto di teste basse e mietiture finché ad ottobre un’ alluvione giunge come per lavar via ogni misfatto. L’autunno contemplativo di Novembre porta tutti ad alzare la testa al cielo cosicché le lunghe notti di dicembre si trasfigurano in una sorta di notte di tutti i tempi dalla quale ci si sveglierà solo con qualche petardo lanciato a fine mese. Christian Andreas Doppler nel 1845, accanto ai binari della ferrovia, ascoltò il suono emesso da un vagone pieno di musicisti. Il fenomeno acustico studiato da Doppler fu in seguito il mezzo grazie al quale fu proposta la teoria del big bang; è quindi evidente che il big bang fu teorizzato grazie alla musica.

≪…Se esiste una motivazione per la quale accingersi allo scrivere canzoni, questa non è da
ricercare ne nella musica ne nella poesia ma in quella strana fregola che avviene tra la melodia le
parole e l’ armonia: insomma in una forma artistica che non ha bisogno dei suoi pur illustri
predecessori per definirsi tale…”≫